La Lente sulle Polizze

Focus

La valorizzazione della somma assicurata

Valorizzazione somma assicurata

Domanda

Per agevolare l’assicurato nella determinazione del valore da assicurare alla partita Fabbricati ho preso accordi con un perito della mia zona che mi ha fornito in modo preciso il valore di ricostruzione al metro quadro per i fabbricati artigianali e industriali.

Pensi che sia una buona soluzione o hai qualche indicazione per rendere più precisa la valutazione?

Risposta

Breve premessa: la fatica più grande che mi capita di dover affrontare come docente in corsi di formazione è quella di rimuovere dalla testa di molti l’idea che sia l’intermediario, dall’alto della sua esperienza o in virtù di qualche pseudo scientifica formula, a dover attribuire il valore di ricostruzione a nuovo alla partita Fabbricati.

Abbiate almeno il coraggio di aggiungere: se il valore risulterà però inferiore ed emergerà una sottoassicurazione, ricordati che la regola proporzionale la subirai tu assicurato e non io intermediario.

Se l’assicurato ne sarà soddisfatto procedete pure, diversamente sarà bene adottare una diversa strategia.

La prima cosa da farsi è quella di estrapolare dal glossario di polizza la esaustiva definizione di Fabbricato e metterla a disposizione della società di stima affinché prenda atto della definizione di fabbricato realmente indicata in polizza.

Se la stima con dichiarazione di valore non viene eseguita perché ritenuta onerosa economicamente e/o dispendiosa in termini di tempo (sopralluoghi, aggiornamenti, regolazioni) iniziano i problemi.

Si può cercare di rimediare andando di primo rischio assoluto, piuttosto che con deroghe al 20% o più all’applicazione della regola proporzionale, di leeway clause anch’essa dal 20% in su.

Ma quello che va assolutamente sempre fatto è quello di responsabilizzare l’assicurato sul fatto che se il dato è errato le conseguenze sono tutte sue.

Le vostre possono al più essere vendute come indicazioni di un “esperto del settore”, ma spetta a lui condividerle e del caso confermarle.

Ricordo bene la stridente necessità di chiudere la trattativa e di non diluirla con queste amenità, ma siccome le conseguenze possono essere assai dolorose in termini di minor indennizzo è sempre bene calcare forte i principi riguardanti i doveri delle parti contraenti.

I vantaggi non sono da poco:
Aldilà che vi siano norme comportamentali che impongono all’intermediario dei precisi doveri verso il contraente, quello che deve emergere è che l’argomento viene trattato con il giusto rilievo dando peso ad uno dei passaggi più importanti del contratto, ovvero la prestazione dell’assicuratore, il controvalore del premio pagato.

Soprattutto nel caso di rischi industriali con presenza di due diversi contratti a copertura dei macchinari e del fabbricato in capo rispettivamente a conduttore e locatore, si verifica la coerente allocazione nelle definizioni degli impianti ad uso del fabbricato.

L’adozione della stima può agevolare i periti nella ricerca della determinazione del valore delle cose illese e danneggiate finendo per ridurre i tempi di gestione del sinistro (dico poco).

Si inizia a formare degli assicurati un briciolo (poco poco) più consapevoli che il loro dovere non si esaurisce con il pagamento del premio e che la conclusione di un contratto di assicurazione non si fa un tanto al kilo.

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Non basta studiare e capire,
ma bisogna anche imparare a fare

Non confidate solamente sui titoli delle clausole e sui numeri delle diverse prestazioni di polizza, ma imparate a distinguere la portata dei diversi contenuti.

Michele Borsoi

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